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DatiRilasciato Aprile 2010Formato CD Tipo Recensione inviata Mercoledì 19 Maggio 2010 Genere Rock Prezzo 7.50 € Durata 47:05 Numero di dischi 1 Data edizione Aprile 2010 Paese Italy RecensioneGli Esperia sono un gruppo rock italiano che nasce nel lontano 1995 da un idea del cantante Andrea Rossi e del batterista Mirko Lucarelli, a cui si aggiungerà il chitarrista Andrea Marchetti e per ultimo al basso il giovane Francesco Ripanti.Dopo diversi anni passati a scrivere musiche testi, il gruppo nel 2004 incide il suo primo demo-CD autoprodotto (BUSTER) nel dicembre 2004 contenente 6 brani inediti in italiano. Dopo numerosi concerti tenuti in disparate e “diperate” parti d’Italia, come loro stessi ci tengono a precisare, nel 2009 la band incide “L’odore di vita”. L’album è fortemente legato alle matrici del rock italiano, i cui padri fondatori (Litfiba in primis) hanno portato in giro per l’Italia e l’Europa negli anni ’80 e ’90. Il sound è pervaso dalla presenza di spunti molto interessanti tra cui le variazioni progressive di arrangiamento e i riffs di chitarra che contribuiscono a rendere l’atmosfera più sanguigna ed incisiva, in alcuni tratti prendendo ispirazione dai riff “alla Ghigo Renzulli”, quelli del periodo dell’album “Terremoto” per intenderci. La proposta musicale portata avanti dagli Esperia risulta essere convincente ed interessante. La presenza dei soli di chitarra mai banali e scontati, arricchisce l’arrangiamento dei brani, e la sezione ritmica composta da basso e batteria svolge il suo ruolo egregiamente, dando un buon “groove” ai pezzi. Il cantato è composto oltre che dalla linea melodica principale anche da cori e contro voci che arricchiscono l’arrangiamento dei brani. Guardami: è il singolo scelto per il lancio dell’album “L’odore di vita”. Il brano inizia con un giro di chitarra acustica in pieno stile rock/folk. L’arrangiamento prende ispirazione dalla scuola del rock all’italiana, dove le chitarre elettriche e acustiche si fondono in un unico timbro musicale. La voce trae ispirazione da quel modo di cantare che è proprio di gruppi come Le Vibrazioni, Negramaro, ma in alcuni frangenti assume i connotati dello stile del Piero Pelù anni ’80. Tra gli altri brani ascoltati, una menzione particolare è da fare alla traccia “Il re del nulla”. Il rock trasmesso in questo brano è il rock genuino italiano caratterizzato dalle chitarre graffianti nelle strofe, ed un riff incisivo che resta bene in mente anche dopo il primo ascolto. Che altro aggiungere se non fare un grosso in bocca al lupo al gruppo, che ha trascorso anni passati a suonare in giro per l’Italia, con tutte le difficoltà che la vita ed il caso hanno posto sulla loro strada, nella speranza di sentirli suonare su canali di ancor più alto livello. A cura di: Commenti (0)
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